Il «tempo dei costruttori» è oggi. Anche on-line. Con un pizzico di cura

Lo scorso 31 dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, ha più volte fatto riferimento all’assunzione di un atteggiamento costruttivo.

Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova.

Il giorno dopo Papa Francesco, dal canto suo, ha ribadito con energia la necessità di una cura reciproca.

Quanto è importante educare il cuore alla cura, ad avere care le persone e le cose. Tutto comincia da qui, dal prenderci cura degli altri, del mondo, del creato. Non serve conoscere tante persone e tante cose se non ce ne prendiamo cura. Quest’anno, mentre speriamo in una rinascita e in nuove cure, non tralasciamo la cura. Perché, oltre al vaccino per il corpo, serve il vaccino per il cuore: e questo vaccino è la cura. Sarà un buon anno se ci prenderemo cura degli altri, come fa la Madonna con noi.

Come due nonni saggi, Mattarella e Francesco ancora una volta ci ricordano due atteggiamenti che trovano terreno fertile anche nel nostro aggrovigliato mondo digitale. Ma in che modo? Ti proponiamo due esempi molto semplici.

Essere costruttivi: rimettere al centro il tema

Non è raro imbattersi in discussioni sui social media che degenerano in sciatte prese di posizioni polarizzate (cioè «o così o no», «bianco o nero»… come allo stadio) o, peggio, sfociano in una sfilza di insulti poco velati e molto urlati. A rimetterci non è soltanto una relazione, pur minima, tra chi contribuisce allo scambio, ma anche la qualità della discussione stessa. Ciò significa che si perde di vista il tema del dibattito e chi assiste alla discussione, spesso silenziosamente, non ne trae alcun beneficio.

Essere costruttivi in questo contesto significa saper capire (meglio: discernere) quali commenti lasciare cadere e su quali, invece, investire risorse per continuare la discussione. E per farlo occorre rimettere al centro non la persona dell’interlocutore, ma l’argomento stesso del dibattito.

Facciamo un esempio? Se qualcuno critica la tua scelta di sottoporti al vaccino anti-COVID definendoti «un idiota» perché il vaccino «è stato realizzato in tempi troppo rapidi», si può ribattere:

  • lasciando cadere l’offesa…
  • …ma affermando che l’effettiva rapidità dei tempi è dovuta a un investimento di tempi e di volontari per i testi mai visto prima d’ora nella storia della medicina.

In questo modo si aggiunge un elemento interessante alla discussione, restando sul tema e senza soffiare sulle braci dell’insolenza.

Si può avere cura nel digitale?

Il tema della cura, dal canto suo, è decisamente ampio. Si può parlare di cura di sé (ma sul tema possiamo dedicare un altro post!) oppure – per restare in scia a quanto detto finora – possiamo declinare la cura nei confronti dei nostri interlocutori. E qui scatta la domanda: è possibile «prendersi cura» di utenti potenzialmente sconosciuti? E in caso affermativo, come si può fare?

La risposta, facilmente intuibile, è positiva: la cura digitale esiste e si manifesta nell’offrire sui propri canali di social media contenuti che siano utili nella sostanza e gentili nella presentazione.

È una forma di cura evitare il fastidioso “buongiornissimo” quotidiano sui gruppi WhatsApp, ma è una forma di cura anche scrivere un messaggio a chi non si sente da tanto tempo e che quel giorno, per qualche motivo, è balzato in mente. È una forma di cura commentare un post di altre persone con un proprio pensiero ben espresso (costruttivo, appunto), così come è un’ulteriore forma di cura spiegare per l’ennesima volta a chi non vuole saperlo perché la pandemia non è un’invenzione dei “poteri forti” oppure, con pacatezza, la propria posizione sul Recovery Fund.

Se davvero abbiamo bisogno di una nuova solidarietà, possiamo contribuire iniziando dal nostro smartphone. È così infatti che rendiamo quello presente un «tempo di costruttori», come ha ben auspicato il presidente Mattarella.

Buon anno di cura e costruzione! Anche on-line.

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