Echo chamber: tutti d’accordo.

Ti sarà senz’altro capitato di andare in montagna e di urlare parole a caso soltanto per sentirle rimbalzare sulle nude pareti rocciose dei dintorni: è il meraviglioso fenomeno dell’eco, che fa riverberare nelle nostre orecchie onde sonore di frasi dette da noi stessi.

Qualcosa di simile accade anche nel mondo dei social media: ci sono situazioni in cui ciò che diciamo «riecheggia» su diversi profili di persone che, tendenzialmente d’accordo con il nostro pensiero, fanno rimbalzare un link, un tweet, una storia, una frase. È il fenomeno della cosiddetta «echo chamber», la camera di risonanza dei pensieri on-line.

Su cosa si basa la echo chamber?

Gli algoritmi dei social media sono progettati per favorire al massimo le interazioni degli utenti: per fare ciò, tendono a proporre quanto più spesso possibile i post delle persone con cui interagiamo più frequentemente. Si crea, così, un «sottoinsieme» dei nostri contatti, nel quale sono racchiusi i soggetti più vicini al nostro pensiero: è come avere delle «cricche» di persone che vanno estremamente d’accordo tra loro e, in più, si rinforzano a vicenda a colpi di like, commenti e condivisioni. Il fenomeno dà origine a quelle che possiamo definire «bolle di idee», gruppi in cui circolano sempre e solo le stesse cose.

È questo il terreno fertile in cui crescono fenomeni come le fake news e le post-verità: in virtù di questo rimpallo informativo, notizie anche false (o tendenziose) rimbalzano con un forte impatto emotivo, facendo talvolta più clamore delle notizie verificate e attinenti ai fatti. La massima conseguenza è la creazione di vere e proprie correnti culturali riguardo a tematiche particolarmente ristrette.

Gli esempi si sprecano: la resistenza ai vaccini, le fantomatiche scie chimiche, i fan-club più eccitati di determinati personaggi politici, i «terrapiattisti», eccetera.

La forza – principalmente emotiva – di questa «cricca» rende assai difficile penetrarla con un approccio contraddittorio, di fact-checking (verifica dei fatti) o semplicemente di messa in discussione degli assiomi di base di quella specifica sub-cultura. Chissà quante volte sarà capitato anche a noi di sentire voci di rimbalzo simili alla nostra, come nell’eco montano!

Cosa non fare?

Non bloccare. Non si blocca chi la pensa diversamente (ricordi l’esempio del politico Daniele Capezzone?). Il blocco, sui social media, è stato ideato per casi di stalking, minacce o insulti e non certo per abortire potenziali discussioni che, in sé, possono essere anche costruttive.

Il blocco ha l’effetto di rafforzare la bolla in cui ci si chiude a riccio (letteralmente!), amplificando gli echi di chi, invece, è stato “salvato” dal blocco e continua a vivere dentro la bolla. In altre parole, bloccando chi la pensa diversamente si valorizzano le relazioni di chi invece condivide lo stesso pensiero. Il tutto a discapito del pensiero stesso, che sarà chiuso a sua volta dentro la bolla e non avrà la possibilità di confrontarsi e crescere. Bene, ma non benissimo.

Rompiamo le… bolle

Innanzitutto è importante saper mettere in discussione i principi di base di una credenza popolare. I vaccini sono nati per fare del bene o del male? Qual è il loro funzionamento di base? Schiodare i piedi dalla nostra terra permette di fare dei passi avanti verso la verità, nonostante questo comporti sempre un istante di necessario squilibrio.

In secondo luogo, è importante riconoscere «la forza dei legami deboli» (per dirla con il sociologo Granovetter, ideatore di questa felice espressione): se nella cricca ci sono tanti legami tra poche persone, può essere utile aprire il cerchio e iniziare a stringere legami con chi ha un pensiero diverso, allo scopo di confutare e verificare la nostra idea. Per esempio, chi si pronuncia a favore della leva obbligatoria può confutare il proprio pensiero con chi ritiene che tale soluzione non sia quella più consona al nostro contesto sociale. Non sarebbe male se, ogni tanto, quell’urlo montano restituisse una voce diversa dalla nostra: significherebbe che qualcun altro sta parlando. È possibile il dialogo!

  • Provo a scorrere mentalmente i miei contatti social. Quanti di loro hanno idee diverse dalle mie?
  • Mi lascio interrogare da un commento che contrasta con le mie idee?

 

 

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