Quando puoi dire la tua. Riposizionare e ampliare un discorso sui social

Ciascuno di noi ha in cuor suo alcuni temi particolarmente cari, qualcosa per cui, con passione, si informa, conosce, sa. Ci hai mai fatto caso? Per alcuni queste “nicchie” corrispondono a un ambito impegnativo come l’economia sostenibile, l’ecologia, la Chiesa. Per altri, invece, si tratta di temi professionali, sport o hobby. Un cantante, una serie TV, un programma televisivo. Quelle cose di cui quando inizi a parlarne non finiresti più.

I social media hanno permesso la crescita di queste community, grazie a gruppi, articoli e news tematiche. Spesso, però, il cuore si rattrista quando attorno a questi “temi cari” vediamo fiorire discussioni in cui i contendenti si esprimono in modo grezzo e semplicistico, poco motivato o addirittura denigratorio.

Sono gli ambiti in cui, in virtù del proprio interesse appassionato sull’argomento, è bene intervenire portando un autentico arricchimento alla discussione e ai suoi partecipanti. Sono le dispute in cui si possono evitare i “deragliamenti” tipici del lato più becero dei social media.

Sono principalmente due i modi per far avanzare una discussione sui social: il riposizionamento e l’ampliamento.

Che cos’è il riposizionamento di una discussione?

Riposizionare è rimettere qualcosa al suo posto. Giusto? Sui social media, quindi, riposizionare significa riportare la discussione sui binari del suo tema principale, evitando di far straripare il fiume di parole in campi (semantici) poco attinenti al “topic”. È uno dei vari (buoni) modi di argomentare una discussione.

Un esempio? In tema di COVID-19 si sta parlando molto delle proprietà curative del plasma (una componente del sangue) dei pazienti guariti. Molti affermano che di queste cure «non ne parla nessuno perché sono gratuite e, al loro posto, vogliono obbligarci farci fare il vaccino, che costa un sacco di soldi». Al di là della falsità dell’affermazione (e del “vogliono”: chi vuole?), si tratta di un chiaro esempio di spostamento semantico: il problema, in questo caso, non riguarda tanto l’efficacia del vaccino o delle cure al plasma (che è ancora oggetto di studio), quanto il fatto che si vuole spostare la discussione sul tema vaccino-sì / vaccino-no.

Il riposizionamento, in questo caso, è una strategia comunicativa che aiuta a focalizzare il nocciolo della questione: l’obbligo e i costi di un vaccino, ma la scelta della cura più efficace.

E l’ampliamento di una discussione? Che cos’è?

La seconda tecnica l’abbiamo chiamata “ampliamento”, in modo generico. Chi è coinvolto in un certo tema, infatti, ha tutti gli strumenti per fornire argomenti, dati, ricerche, motivazioni affinché gli interlocutori di una discussione possano arricchire (ampliare) il proprio punto di vista sul particolare tema di dibattito.

ornando all’esempio delle cure contro il COVID-19, si possono portare argomenti quali: gli studi in corso sui vaccini, le sperimentazioni del plasma, i farmaci che sono stati proposti, i motivi del rifiuto di alcuni di essi, i costi delle cure, eccetera. In questo modo è possibile ampliare e approfondire una discussione partita da alcune ipotesi su una delle cure (quella al plasma), ampliando le conoscenze di chi discute.

E se la discussione deraglia?

Riposizionamento e ampliamento sono due tecniche per offrire un tassello aggiuntivo alle “discussioni deraglianti”, ma, in virtù della grande audience di tali dibattiti, certamente sarà un intervento che arricchirà la discussione stessa. E, con essa, i suoi partecipanti. Nell’epoca delle urla social, è un tassello che vale la pena apporre, non trovi?

  • Ti è mai capitato di veder «deragliare» una discussione a cui hai partecipato? Com’è andata a finire?
  • Quali sono i temi su cui puoi «dire la tua», arricchendo chi ascolta?
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