Che cos’è una fake news?

Bip-bip! Cellulare. WhatsApp. Guardo. Un gruppo. Uno dei componenti ha pubblicato un link in cui un noto marchio di abbigliamento, per celebrare l’80° di fondazione, avrebbe regalato 5.000 paia di scarpe griffate ai compilatori di un semplicissimo questionario on-line. Di nuovo. Il messaggio mi era già arrivato qualche tempo fa. Un bonus viene assegnato a chi avrebbe diffuso l’invito agli amici via WhatsApp.

Ovviamente nulla di tutto ciò è risultato vero, a partire dal fatto che il brand celebrerà l’ottantesimo soltanto nel 2029. Nel frattempo, chissà quante persone hanno compilato con speranza il questionario, inviando dati personali e sensibili a chissà quale soggetto. La storia delle 5.000 paia di scarpe era ovviamente una “fake news”.

Ma che cos’è una fake news?

Essa si può definire come una notizia su qualcosa che non esiste. Semplice? Mica tanto. Dire “fake news”, infatti, significa dire “notizia falsa”: i significati, però, sono tantissimi. Spesso e volentieri ci si casca, come nel caso delle paia di scarpe.

Proviamo a fare un po’ di ordine.

Perché creare una fake news?

Non c’è dubbio sul fatto che “qui dentro” (in rete) ci siano soggetti che creano notizie ad hoc, false o quasi false, il cui scopo è ottenere un qualche tipo di risultato in termini di seguito (follower), consenso (politico), sentiment (stati d’animo delle persone), introiti pubblicitari (banner che “pagano” un certo numero di visualizzazioni), oppure per favorire una certa propaganda su una causa (i vaccini?) o ancora per raccogliere dati sensibili a fini commerciali (l’esempio delle scarpe).

Tutto parte da informazione dal contenuto falso, realizzate però in modo così credibile da sembrare notizie vere. Migliaia di persone credono a notizie false perché sembrano vere, condividendole spesso sui social media e contribuendo alla diffusione della falsità. In questo modo, senza saperlo si favorisce chi, grazie alle fake news, vuole raggiungere i suoi scopi.

Come si presenta una fake news?

Il mondo delle fake news è vastissimo: è difficile annusarne la falsità, perché esse si camuffano in vari modi, come in una grande e confusa carnevalata informativa. Per questo motivo è necessario conoscere i vari tipi di fake news: Claire Wardle, una giornalista statunitense specializzata in dinamiche della comunicazione on-line, ha stilato una specie di “decalogo in 7 punti” (per essere pignoli si tratta quindi di un eptalogo) per definire i vari tipi di fake news.

  1. Notizia con un nesso ingannevole: quando titoli, immagini o didascalie differiscono dal contenuto. È il caso più semplice, fatto talvolta in buona fede, ma comunque portatore di falsità.
  2. Notizia ingannatrice: quando il contenuto viene spacciato come proveniente da fonti presumibilmente esistenti. Quanti famosi “istituti di ricerca” (guardacaso raramente nominati, o inventati) fanno statistiche per dire cose tanto eclatanti, quanto false? È questa la categoria tipica della disinformazione.
  3. Notizia totalmente falsa: quando la notizia è completamente falsa, costruita per trarre in inganno. Una fake news pura detta anche bufala.
  4. Notizia manipolata: quando il contenuto reale, o l’immagine, viene manipolato per trarre in inganno. Per esempio, il famoso caso delle false foto di Amatrice innevata e in preda al gelo, per dire che l’attuale governo “non pensa agli italiani” (guarda il tweet qui sotto).
  5. Manipolazione della satira: quando non c’è intenzione di procurare danno, ma il contenuto ironico viene sottilmente utilizzato per trarre in inganno.
  6. Notizia fuorviante: quando si fa uso ingannevole dell’informazione per inquadrare un problema o una persona. È il caso in cui qualche personaggio famoso viene screditato da alcuni aspetti imbarazzanti, talvolta esagerati, del suo passato. È capitato anche a Papa Francesco.
  7. Contesto ingannevole: quando il contenuto reale è accompagnato da informazioni contestuali false. Un esempio: il mese di maggio 2019 – anomalo in quanto decisamente freddo e piovoso – allontana i timori sul riscaldamento climatico?

Per contribuire alla verità (quindi evitare di diffondere falsità e bugie), è necessario avere degli strumenti per riconoscere una fake news. Ma di questo ne parleremo un’altra volta!

Siamo creatori di fake news? Ogni tanto…

Concludento, un ultimo appunto. Queste cose le vediamo spesso on-line e, quando ce ne accorgiamo, ci sentiamo presi in giro. Talvolta, però, capita di essere noi stessi degli ottimi creatori di fake news, che lo voglia o no! La bugia detta ai genitori sull’ultimo compito di matematica, non è forse una fake news? Il racconto esagerato della vacanza, non è un tantino “gonfiato”? La presa in giro di una persona per una sua particolare caratteristica, può essere una esagerazione di ironia? Una nostra interpretazione “creativa” di una azione di gioco, nello sport, può rientrare nelle notizie false?

Se è vero che le fake news ci stanno antipatiche, ci vuole l’intelligenza per non essere noi in primi i loro creatori o, peggio, i loro diffusori via WhatsApp, Telgram o Instagram.

  • Ti è mai capitato di scoprire che una notizia che avevi condiviso si è rivelata falsa?
  • Hai mai creato una fake news per raggiungere un tuo personale obiettivo? E dopo che è successo, come sta la tua coscienza?

 

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