Quando essere (o fidarsi di) una fonte autorevole?

Ti fidi di ciò che dice una persona che ritieni autorevole, cioè “un’autorità nel suo campo”? Spero proprio di si!

Forse ricorderai che, tra i vari modi per riconoscere una fake news, abbiamo più volte citato la fonte da cui proviene una notizia. Oggi vogliamo parlare proprio della provenienza di una notizia, cercando di capire quando una fonte è autorevole. In altre parole, vogliamo sapere quanto possiamo fidarci di una news, un commento, un profilo.

Quand’è che una notizia o un profilo è autorevole?

Su web è più difficile scoprirlo, ma possiamo prendere a prestito alcuni semplici principi provenienti dal mondo off-line. Questi criteri sono stati ipotizzati da B.J. Fogg, uno psicologo statunitense autore di diverse ricerche. Una di queste è confluita nel libro “Tecnologia della Persuasione”, pietra miliare della psicologia applicata alla comunicazione. Alcuni dei principi di Fogg ci aiutano a capire come ritenere autorevole una notizia o un profilo. E, per capirci meglio, corrediamo tali principi con alcuni esempi reali presi – anche stavolta – dal mondo di Twitter.

  1. Principio della sincerità (affidabilità): se qualcuno ti dice le cose come stanno, in modi benevoli ma con gran sincerità, allora potrai fidarti. Pensa a un amico che ti fa notare una cosa sbagliata. Così è on-line: una notizia sincera, che dice le cose (tutte le cose!) come stanno è solitamente attendibile. Un esempio? Chi si occupa di debunking (ossia, semplificando, caccia alle fake news), come David Puente.
  2. Principio del contro-interesse (affidabilità) o dell’imparzialità: solitamente è ancor più affidabile (quindi autorevole) colui che, con estrema sincerità, ti offre informazioni contro al suo interesse. Pensa a un negoziante che di tice «non ho il modello che cerchi, ma lo puoi trovare nel negozio qui a fianco». Un profilo o una news che offre informazioni contro il suo interesse, quasi sicuramente fa un servizio alla verità. Quindi guadagna punti!
  3. Principio della professionalità: semplicemente riteniamo autorevole chi è competente in una certa materia. Non chiedo un parere meteorologico a un medico, così come non chiederò una diagnosi a un postino. Allo stesso modo, una notizia che proviene da una fonte che ritengo “professionalmente elevata” (quindi autorevole) sarà una presumibilmente una notizia vera. Un medico, un ingegnere, un astronomo, uno che – in generale – “lo fa nella vita”. L’esempio, in questo caso, è tratto dal mondo della sanità: il noto medico microbiologo Roberto Burioni, pur avendo modi talvolta bruschi, è una assoluta autorità nel campo dei vaccini e della microbiologia. Anche l’autorevolezza di un sito web istituzionale si basa su questo principio, alla faccia dei pseudo-siti amatoriali che spacciano verità altrettanto “pseudo”. Vuoi sapere cosa dice esattamente quella nuova legge appena entrata in vigore? Vai sul sito della Gazzetta ufficiale.
  4. Principio dell’autorevolezza (credibilità) presunta: tendiamo a ritenere autorevole chi ha una certa visibilità. In altri termini, un influencer gode della nostra presunzione di credibilità. Lo stesso principio si applica ai principali quotidiani on-line: smentiresti mai una notizia che trovi sul Corriere della Sera? Difficile a dirsi, perché solitamente si ritiene che i giornalisti del Corriere siano dei serissimi professionisti. Attenzione: dobbiamo riconoscere che questo principio si basa su un pregiudizio. C’è da dire che non sempre i pregiudizi sono sbagliati!
  5. Principio dell’autorevolezza (credibilità) guadagnata: uno scienziato che ha vinto il Premio Nobel è autorevole? Certamente si! Lo riteniamo tale a maggior ragione in virtù del premio che ha conseguito. Vale per tutti i soggetti che hanno guadagnato un pubblico riconoscimento, così come vale nel mondo dello sport o della fede. Un esempio lampante? L’account twitter di Papa Francesco.
  6. Principio della trasparenza (credibilità): riteniamo autorevole chi ti spiega un argomento portandone le fonti, in modo tale da permetterti di verificare se ha detto una verità o una falsità. Semplice. Trasparente!

Io sono autorevole? E tu lo sei?

Tutto questo è rivolto agli altri: ma quand’è che ciascuno di noi può diventare autorevole? Alcuni percorsi richiedono anni di studi e di sperimentazioni (per esempio per diventare un ingegnere autorevole), altri invece si possono applicare sempre: puoi essere autorevole perché sei trasparente, sincero/a, imparziale. In altre parole, sei autorevole se fai un servizio alla verità e non agli interessi tuoi o di qualcun altro. Non trovi che sia un buon proposito per stare bene sui social… e nella vita?

Se ti ispira il fatto di essere un pizzico più autorevole, prova a chiederti:

  • Quando parli di qualcosa, o quando intervieni sui social, sei sincero e trasparente?
  • Ti capita di nascondere “pezzi di verità” o di considerare solo ciò che fa comodo?
  • Come ti sei comportato/a nei confronti di immagini o testi poco autorevoli? Li hai condivisi o li hai ignorati?
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con i tuoi amici!

Licenza Creative CommonsQuesto articolo è distribuito con Licenza Creative Commons BY-NC: scopri cosa puoi fare con questo articolo.