4 idee per comunicare meglio. Firmato: Grice.

Quante volte ti è capitato, sia on-line, che off-line, di sentir parlare in modo ambiguo, tanto da non capire dove il tuo interlocutore voleva andare a parare? Oppure: ti è mai  successo di parlare di un determinato episodio (per esempio a scuola, o quel sabato sera) senza sapere effettivamente cosa fosse successo?

Si parla tanto, si scrive tanto… e di quel “tanto” talvolta si capisce poco.

Questo accade quando la comunicazione non è limpida, trasparente, chiara come un’alba (per dirla “alla Vasco”). Come si fa a comunicare in modo chiaro?

Un modo per avviare una comunicazione efficace ce lo spiega un filosofo inglese, Paul H. Grice. Nei suoi studi, egli elaborò 4 regolette molto “easy” per una comunicazione efficace. Sono le cosiddette “massime di Grice” o “massime conversazionali”.

Quali sono? Eccole qui.

Cura la quantità di informazioni. In altre parole, dì o scrivi né più, né meno di quanto serva. Quanto ci dà fastidio chi parla tanto e non arriva mai al dunque? Noi cerchiamo di fare esattamente l’opposto: diciamo esattamente quanto c’è da dire.

Cura la qualità delle informazioni. Essere sinceri non significa soltanto “non dire falsità”: è altrettanto importante stare ben alla larga dai vari «mi sembra», «ho sentito dire», «ho letto da qualche parte». No no: affidabili e sicuri. Il dubbio può creare una fake news, quindi afferma ciò che sai, ciò che conosci, ciò di cui ti sei informato/a con certezza. Tutto il resto è noia.

Offri informazioni pertinenti. Se stai parlando del compito di inglese, non dare i compiti di matematica. Quando parli di temi profondi, stacci dentro e non sviare l’argomento. Piuttosto ammetti, con umiltà, di non saperne abbastanza e di aver bisogno di informazioni ulteriori.

Questo principio si può anche interpretare in un altro modo: se hai cognizione di causa, aggiungi sempre qualcosa alla discussione. Essere pertinenti significa anche alimentare la discussione con le proprie conoscenze e con quello che si sa. Un pezzetto alla volta, ovviamente, altrimenti conviene rileggere la prima di queste “massime”.

Offri informazioni chiare. Le frasi “sul vago”, i termini onnicomprensivi, le parole troppo diplomatiche… non vanno sempre bene. È come quando guardi il meteo e trovi sia la nuvola con la pioggia, sia il sole. E quindi? Che tempo farà domani? Un meteo così è quasi ingannevole! Così è nella comunicazione. Essere chiari è un valore aggiunto, che non necessariamente si scontra con la diplomazia necessaria in certe situazioni delicate. Pensa a una discussione “amorosa”… Pierino sta con Giulietta, ma è uscito con Cleopatra. Se è vero, è vero. Punto. La verità vi farà liberi, disse una volta Qualcuno. Prendiamo pure a prestito questa espressione.

Aspetta! Vuoi sapere la cosa curiosa? Queste quattro “massime conversazionali” sono state scritte quasi cinquant’anni fa, negli anni ’70! Forse questo Grice era un profeta? Un veggente? Non abbiamo sufficienti informazioni per escludere questa ipotesi, ma il buon senso ci suggerisce che questi 4 principi si possano applicare a ogni tipo di comunicazione, non soltanto on-line. C’è sempre bisogno di chiarezza, di pertinenza, di qualità. Il tutto nella giusta quantità.

Fa piacere trovare qualcuno che ti dice tutte e sole le cose che vuoi sapere, così come stanno. Non trovi?

Chiudiamo, come da consuetudine, con due domandine che vogliono andare dritte al punto:

  • Quando parlo o scrivo sui social, so bene di cosa si sta parlando? Conosco l’argomento?
  • Mi capita di essere successivamente chiaro/a o tendo a sviare l’argomento?
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