10 modi per riconoscere una fake news

«Falla girare così che tutti la possano vedere!

Falla girare così che tutti la possano sentire!»

Un articolo introdotto da Jovanotti inizia proprio con il piglio giusto. Speriamo che il seguito sia altrettanto interessante! Dopo aver introdotto cos’è una fake news, cerchiamo di capire in che modo riconoscere ciò che molti “fanno girare”.

I 10 modi per riconoscere una bufala

Senza dilungarci troppo, ti suggeriamo 10 modi per verificare la realtà (o la falsità) di una notizia che “hai sentito da qualche parte”.

1. Verifica la fonte della notizia.

Chi ha scritto questa notizia? Dove si trova? Una testata on-line, il sito ufficiale della Santa Sede, il blog di Paperino, il sito di tuo cugggino? Se la fonte è autorevole, allora c’è una buona possibilità che si tratti di una notizia vera. Se la fonte è poco rilevante, o se in passato si è resa artefice di altre fake news, allora è il caso di diffidare. Sul concetto di autorevolezza ci torneremo a breve.

2. Verifica le fonti. Al plurale.

Una notizia non nasce mai da sola, ma è il racconto di un fatto. E in certi ambiti – politica, economia, sport, Chiesa, ecc. – ci sono sempre siti ufficiali a cui attingere ricerche, dati, delibere, dichiarazioni, comunicati stampa, eccetera. Se un articolo linka queste fonti, probabilmente sarà un articolo buono.

3. Effettua un controllo incrociato.

Hai visto su Instagram che Cristiano Ronaldo giocherà nell’Udinese? Un vero colpo per i tifosi friulani, ma… prova a cercare se ne parlano anche altri siti, come la Gazzetta dello Sport o TuttoSport. Cerca sui quotidiani locali o sulle testate sportive. Controlla più fonti, insomma. Maggiore è il numero di fonti (autorevoli) che riportano la stessa notizia, maggiore è la probabilità che questa notizia sia vera.

4. Verifica l’autore della notizia.

Chi è colui/colei che ha scritto l’articolo? È un personaggio noto per la sua vena scherzosa o irriverente? È una persona autorevole? Se non trovi il nome del giornalista, inizia subito a farti qualche domanda. E quando lo trovi, cerca la sua bio (o vai al punto 8).

5. Verifica la data.

L’articolo shock che il tuo amico ti ha condiviso è stato scritto di recente? Oppure il tuo amico si è sbagliato e ti ha girato un post di 2 anni fa? Non ci cascare!

6. Vai oltre al titolo della notizia.

Molti titoli sono scritti in modo esagerato, al fine di attirare l’attenzione e invogliare la gente a cliccarci sopra (si chiama clickbait). Andando oltre al titolo sensazionale, armti della lente di ingrandimento del Detective Conan e addentrati nell’articolo: solo così scoprirai veramente se il contenuto è interessante o se il titolo è ingannevole.

7. È uno scherzo?

Talvolta capita che “girino” notizie divertenti, palesemente false, ma fatte in modo da sembrare vere. Un esempio è il sito lercio.it, realizzato ad hoc per strappare un sorriso divertito agli utenti della rete. Non credere a quanto è scritto su Lercio, ma nemmeno a tutte quelle cose che fanno ridere: non è tutto vero. Un esempio? Eccolo qui sotto.

8. Occhio ai blog di parte.

Diversi blogger hanno un certo peso e una certa idea ben nota. Degli influencer, insomma, ben schierati politicamente o economicamente. Ergo: non necessariamente il punto di vista fornito dai blogger è imparziale, o quantomeno non sempre è completo. Un campanile suona bene quando ci sono più campane, non una soltanto.

9. Occhio alle immagini.

E non è un gioco di parole: alle volte articoli ben fatti sono corredati da immagini ingannevoli. Possono essere esagerate, scattate anni fa, riferirsi a episodi diversi e così via (nell’articolo su «Che cos’è una fake news» portavamo l’esempio della foto sulle case innevate di Amatrice, ma si trattava di uno scatto effettuato in Libano). Pochi condividono dopo aver letto, molti lo fanno dopo aver soltanto guardato. Tu leggi.

10. Fidati di chi smaschera bufale per mestiere (o quasi).

È il caso del sito butac.it o del giornalista David Puente: soggetti che lavorano per “pulire” la rete dalle fake news e andare alla sorgente delle informazioni, per capire bene come stanno le cose.

Se capita di sbagliare, chiedi scusa

Falla girare, la notizia. Condividila, passala su WhatsApp, twittala, leggila agli amici, dì pure: «Oh, hai sentito che…». Fai tutte queste cose, ma prima di tutto assicurati di non diffondere una fake news. Se condividi qualcosa di falso, magari in buona fede, renditi conto che stai comunque diffondendo falsità. E in più, ci sei pure cascato: ti hanno preso in giro, sei un pirla. Alle volte, in questi casi, chiedere scusa è il gesto più nobile che si possa fare: ti fa riconsocere l’errore e, paradossalmente, aumenta la tua buona reputazione. In fondo, le parole più difficili da dire sono quelle che aiutano a diventare tutti un po’ migliori. O no?

 

Al termine di questa lettura, come di consueto, chiediamoci:

  • Ho mai verificato una notizia? Quale metodo ho utilizzato?
  • Mi sono reso conto, qualche volta, di aver condiviso una notizia falsa? Come è stato possibile che ci sia cascato?

 

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con i tuoi amici!

Licenza Creative CommonsQuesto articolo è distribuito con Licenza Creative Commons BY-NC: scopri cosa puoi fare con questo articolo.